Diario di viaggio: Tappa 17, l’ultima da Mozhaysk a Mosca

La giornata inizia come le altre, stessi orari e stessi rituali. Partiamo dalla fabbrica/hotel alle 8.30 verso la piazza principale di Mozhaysk dove il programma prevede l’incontro con gli iscritti alla ciclolonga che ci accompagnerà fino a Mosca,  il saluto delle autorità e della cittadinanza e un breve cerimoniale.

Appena giunti, salutati i 4 ciclisti che si aggiungeranno a noi,  ci rendiamo conto che ci sono tantissime persone intente a preparare un’accoglienza con un cerimoniale che nessuno si sarebbe aspettato. Visita all’area con i monumenti ai caduti delle guerre, con i racconti di persone molto preparate che desiderano coinvolgerci nella loro storia. Questa cittadina è storicamente legata ai momenti bellici più difficili accaduti nell’area vicino alla capitale della Russia, in particolare durante le invasioni di Napoleone e soprattutto nella seconda guerra mondiale.

Il sentimento patriottico che queste persone ci trasferiscono si sente molto forte, e noi ascoltiamo con partecipazione.

A seguire, arrivano i discorsi di benvenuto del sindaco, e delle autorità locali più importanti con consegna di ricordi e presenti. Poi un susseguirsi di esibizioni folkloristiche con canti e balli che con semplicità ed estro creativo, ci coinvolgono sia emotivamente che concretamente. Alla fine, depositiamo davanti alla statua del milite ignoto i garofani precedentemente distribuiti e seguendo l’esempio proposto ci lasciamo andare in calorosi ed intimi abbracci con tutte le autorità. Attimi commoventi che ci segnano profondamente. La foto di gruppo finale con tanti bambini sorridenti che ci salutano, completa questa inaspettata mattinata, e proprio per questo tanto apprezzata.

Alle 10.45 è il momento di fare rotta verso Mosca.

L’andatura è più lenta del solito per consentire a tutti di procedere. Anche noi del camper ci alterniamo su strada fino al momento di fare ingresso all’area centrale della Capitale. Abbiamo il permesso di entrare con i camper dopo le 14.00 e vale lo stesso per percorrere le strade dei ciclisti. Da questo momento il gruppo si divide in due: i ciclisti con una macchina al seguito seguiranno un itinerario che gli consentirà di passare per la Piazza Rossa. Noi dei camper ci dirigiamo direttamente a Gorky Park per allestire insieme al gruppo di appoggio già presente  Mosca (sono familiari, collaboratori e amici dell’associazione che vivono a Mosca) lo scenario del gran finale.

L’ingresso a Mosca centro è mozzafiato, fino a 14 corsie, tutto scorre veloce mentre intorno le costruzioni diventano sempre più imponenti ed importanti. Alla vista della skyline di Mosca City sulla nostra sinistra, si completa una visione di grande emozione. Poi in lontananza gli edifici più vecchi ed importanti nella zona del Cremlino ed il lungo fiume traboccante di gente.

Arriviamo a Gorky Park dove abbiamo un park riservato per lasciare temporaneamente i camper e dopo l’ingresso, vediamo poco più in là l’arco del finish già montato. Ci siamo! C’è già molto movimento, i giornalisti annunciati presenti, le persone locali a conoscenza del nostro arrivo ci salutano amichevolmente. Tutto è pronto, comincia anche a cadere qualche goccia di pioggia a cui però nessuno fa caso. Dall’interfono arriva la comunicazione che i ciclisti sono in passaggio in Piazza Rossa per le foto di rito previste e quindi in arrivo. E’ fatta! Alle 16.40 l’arrivo trionfale di Alessandro, Arturo e Paolo seguiti dagli altri! Musica, urli di gioia, baci, abbracci, lacrime, tutto ciò che può manifestare la gioia che abbiamo dentro. Momento indimenticabile!

Sotto la pioggia battente si prosegue con le dichiarazioni ufficiali a caldo alla stampa e poi finalmente un po’ di intimità con il brindisi celebrativo.

Ride to Moscow su strada è finita. Dopo poco, ci dividiamo nuovamente per recarci nei posti dove pernottare (qualcuno in hotel, altri in abitazioni private), stanchi ma soddisfatti. Qualche ora ancora e concluderemo questo momento in Russia.

L’incontro con i rappresentanti degli sponsor locali e soprattutto con i ragazzi dell’orfanotrofio, forse la tappa più difficile da affrontare, ma siamo qui per questo. Siamo pronti per testimoniare con la nostra presenza come questa avventura  porti l’aiuto per dare un futuro a chi ne ha tanto bisogno.

Da Mosca, Roberto Travan.

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